Il Centroamerica e le sue contraddizioni... Torno a casa con la voglia di mettere sotto il palato un gelato che sa di gelato e una pasta che sa di pasta. Mi siedo a tavola e canto l'Inno di Mameli. Riabbraccio famiglia e amici e posso finalmente scherzare nella mia lingua. Mi ambiento a casa, riprendo contatto con la realtà occidentale e "civilizzata" (cosi' dicono, mmhhh) e inizio la ricerca di lavoro. Ovviamente, essendo estate e trovandoci ancora in piena crisi, le aziende cosa fanno? Per non sbagliarsi, vanno mentalmente già in vacanza e non si assume! Forse pretendo troppo, lo so...
Allora mi metto l'anima in pace e decido che continuero' comunque la ricerca, ma senza stress, evitando accuratamente i classici esaurimento nervoso e perdita di autostima che colpiscono molti disoccupati con conseguenze controproducenti. La mattina ricerca spasmodica su internet, il pomeriggio pure, la sera si stacca e si esce per un pizzico di vita sociale. Proprio come una vera impiegata 9/18 ma senza entrate. Sono un centro di costo, un fondo spese.
Poi il caldo milanese si fa torrido e non c'è pace. Da anni, mi ostino a non voler installare l'aria condizionata, ma devo ammettere che è dura respirare. E cosi' penso e ripenso alla via di fuga... Vado di improvvisazione. Vado di sesto senso. Vado.
Vi terro' aggiornati... sapro' dire... chi l'ha dura la vince? :-)

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