In altre parole, essere volontari significa dedicare parte del proprio tempo al prossimo. Alcuni dedicano le proprie vacanze, altri prendono una pausa dal lavoro, altri ancora trasformano una collaborazione sporadica in una professione. Durante la mia breve esperienza di volontariato, ho conosciuto le persone piu’ incredibili, persone che provengono da tutto il mondo, di qualsiasi eta’, estrazione sociale, credo politico e religioso.
I momenti di vita condivisa all'interno del team sono molteplici. Dalla vita lavorativa alla convivenza ai momenti ludici. In tutto questo, la divisione dei compiti e' un aspetto organizzativo importante, che viene affrontato e svolto nella maniera piu' naturale. Ognuno di noi sa riconoscere in se stesso (e negli altri) i punti di forza e li mette a diposizione degli altri. Dall'alba al tramonto, e' un continuo lavoro di squadra che mai si esaurisce. la sera e' il momento in cui si condividono le esperienze della giornata, si cerca consiglio e sostegno e si trova l’appoggio morale desiderato.
Non mancano infatti momenti di frustrazione, momenti in cui ti sembra di essere una goccia che si perde nell’oceano. La tristezza del "non poter fare di piu'" prende il sopravvento, li’ capisci cos'e' quella famosa "goccia nel mare" di cui ti parlavano nel corso di preparazione. (ps Chiara S, a proposito di oceano e di mare, ho finito il libro!)
E poi ti svegli la mattina seguente e vai a scuola e un bambino ti vede da lontano e urla il tuo nome e gli altri fanno altrettanto e ti vengono incontro e vogliono giocare a “fazzoletto” (e qui un po’ maledici il giorno in cui gliel’hai insegnato perche’ e’ tanto divertente ma accipicchia… qui si suda stando fermiiii!!!). E comunque e’ li’ che ti rendi conto che pur essendo una goccia, hai un valore, che e’ pur sempre il valore di una goccia, ma se questo valore e’ il sorriso di un bambino, allora va bene cosi’, perche’ puoi volare.
E cosi' si va avanti, a fatica, ma si va avanti...

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